Riserva Val Rosandra Glinščica

Itinerari

Il territorio della Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra-Dolina Glinščice ricade nella porzione sud-orientale del Carso italiano, nel Comune di San Dorligo della Valle-Občina Dolina, che dal 2006 è l'organo gestore dell'area protetta.

Caratteristica distintiva è la presenza del torrente Rosandra- Glinščica, unico corso d'acqua superficiale del Carso, che scorre in un profondo solco che separa M.te Stena da M.te Carso. I due versanti della valle presentano situazioni climatiche diverse per la presenza della Bora e della diversa esposizione, creando le condizioni favorevoli per un'elevata biodiversità.
Notevoli le testimonianze ancora visibili dei resti di frequentazione umana come il castelliere su M.te Carso, l'acquedotto romando del I sec. d.C. o la chiesetta di S. Maria in Siaris di periodo medievale.


Percorsi e itinerari naturalistici

La Val Rosandra-Dolina Glinščice offre la possibilità di percorrere numerosi itinerari, che permettono di godere di diversi paesaggi e panorami. Nelle pubblicazioni disponibili preso il Centro Visite è possibile trovare tutte le informazioni dettagliate sui percorsi. Tra i più conosciuti c'è quello che da Bagnoli della Rosandra porta a Botazzo, piccolo borgo che si trova nella parte alta della Valle. È il sentiero più frequentato, facile e con lieve dislivello, dal quale si dipartono altri itinerari. E' anche il percorso seguito dal maggior numero di escursionisti che raggiungono l'antica Chiesetta di S. Maria in Siaris, il Cippo Comici o il monte Carso. Un percorso molto frequentato per raggiungere Botazzo è anche quello che parte da S.Lorenzo, da cui si gode un suggestivo panorama sulla valle, che però riserva un maggior dislivello. È anche possibile seguire il percorso dell'ex ferrovia (ora pista ciclopedonale) che si snoda a mezza costa lungo tutta la Valle o fare un'escursione che segue per quanto possibile il corso d'acqua ove ci si imbatte in suggestive pozze naturali di varie ampiezze localmente definite "korita". Lungo il sentiero di fondo valle, inoltre, sono ancora visibili i resti di un acquedotto romano, una delle più importanti testimonianze archeologiche della Regione.

 

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